Quando si dice

Quando si dice che i bambini sanno stupirsi per poco è proprio così.

Martedì pioveva tanto ed io ero già con l’umore sotto zero al pensiero di dover uscire per andare a fare i colloqui all’asilo di Terribile 2.

Non avevo molte alternative.

Nonostante il dolore al collo e la pioggia dovevo compiere uno dei miei tanti doveri di madre.

Cercavo un ombrello, ma quando servono in casa mia non si trovano mai.

L’unico disponibile era quello di Terribile 2 di Winnie The Pooh; gli altri chissà dove si erano rintanati.

Fatto il colloquio con la maestra, decido di prendere mio figlio per portarlo a casa, con sua grande sorpresa visto che abitualmente rimane all’asilo fino

alle 16.

La sua più grande felicità però non è stata quella di tornare a casa in anticipo, ma quella di ripararsi da solo dalla pioggia sotto il suo ombrello, fatto proprio a misura di bambino.

Camminava fiero, con quel bastone che teneva stretto nelle sue manine, quasi avesse paura di perderlo.

Camminava con un bel sorriso stampato sulla faccia.

Attento a non bagnarsi e a non farsi male, mi sembrava un ometto.

Quando si dice che a volte ai bambini basta davvero poco per essere felici lo dimostrano le mie parole per un evento quasi banale, ma sono sicura che voi mamme e voi papà (se qualche papà mi legge) sapete di cosa sto parlando.

Quegli occhi che si spalancano pieni di curiosità e meraviglia verso qualcosa che a noi risulta scontato o fastidioso.

Come nel mio caso per la pioggia e l’ombrello, che già da bambina detestavo entrambi: la pioggia perché bagnava le lenti dei miei occhiali e l’ombrello perché mi sentivo e mi sento ancora adesso impedita nel portarlo.

Invece mio figlio ne gioiva con mio grande stupore e sembrava non essere neanche lontanamente infastidito da quella situazione quasi nuova per lui.

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