Metti una domenica pomeriggio…

Metti una domenica pomeriggio, di quelle uggiose, quelle che io chiamo “pigiamose” e cambia idea.

Metti una domenica pomeriggio al cinema con l’amica con la quale condivido passioni culturali, passioni come cinema, lettura, teatro.

La programmazione del cinema locale ci stuzzicava con “La ragazza nella nebbia” (tratto dal libro di Donato Carrisi) e “Terapia di coppia per amanti”(anche questo tratto dal libro di Diego De Silva).

Abbiamo scelto il secondo film, perchè cercavamo, almeno stavolta, qualcosa di leggero dopo aver visto “Fortunata” di Castellitto.

Viviana e Modesto (che di cognome fa Fracasso, come si suol dire “un nome che è tutto un programma”) sono una coppia spassosa… di amanti.

Lei determinata e a tratti stronza come sanno esserlo solo le donne, lui insicuro, un pò vigliacco, comodo nella sua vita di amante (classico cliché del sesso forte), entrambi però si ritrovano con figli ormai grandi, chiusi in matrimoni insoddisfacenti, mentre insieme vivono momenti di vera passione e sincere risate.

Ma a Viviana questa precarietà, questi incontri clandestini non bastano più e trascina Modesto dall’analista per salvare e dare una svolta al loro rapporto di coppia, perché anche loro sono una coppia anche se non convenzionale.

Si troveranno di fronte un “dottore” sopra le righe, pronto a sdoganare la sua visione di terapia e di rapporto di coppia.

Il film nel complesso è piacevole, piatto nel primo tempo, più vivace e coinvolgente nel secondo anche per l’arrivo di altri personaggi chiave nella storia.

Ambra Angiolini sorprende al cinema, come sempre negli ultimi anni. Si fatica quasi ad associarla alla ragazzina indisponente di Non è la Rai che cantava “T’appartengo”.

Pietro Sermonti, dismesso il camice del dottor Guido Zanin in “Un medico in famiglia”, appare arrotondato nelle sue belle forme del passato, ma la sua interpretazione sembra non averne risentito e nel ruolo di Modesto appare ben a suo agio, così come Ambra Angiolini in quello di Viviana.

Cambi di registro linguistico (forse qualche parolaccia di troppo) e cambi di scena ben architettati per suscitare la risata facile nel pubblico e una più catartica immedesimazione nei protagonisti, nella storia.

Nel ruolo dell’analista troviamo un ansioso Sergio Rubini, che surclassa l’idea classica del terapeuta e regala espressioni dialettali ad effetto

Infine un cameo ben inserito di un non più giovane Alan Sorrenti, con il suo intramontabile “Figli delle stelle”.

(Per il trailer ufficiale:  https://youtu.be/Ye1CR41qj8Q)

 

 

 

 

 

2
Lascia una recensione

avatar
1 Comment threads
1 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
2 Comment authors
Viviana CavallaroAngela Recent comment authors
  Subscribe  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
Angela
Ospite

Pienamente d’accordo con la tua recensione!Film decisamente piacevole e che permette di trascorrere quasi due ore di spensieratezza…