L’Ikea

C’è un posto che gli uomini odiano più dei centri commerciali: l’Ikea.

Ogni volta che dico a mio marito “Amore andiamo all’Ikea”, il suo volto subisce una trasformazione tale che Hulk a confronto è la Venere di Botticelli.

Preferirebbe portarmi a fare shopping, aspettare ore in preda alla disperazione e allo sconforto più nero, ripetere senza sosta “Ti sta bene” piuttosto che portarmi nel paradiso dei mobili e degli oggetti più impensabili, tipo il poggiamestolo in acciaio (allego foto a testimonianza; per comprendere cosa fosse ho letto tutta l’Enciclopedia Treccani).

Ecco perché Lunedì ho radunato la mia compagnia del “Breakfast creativo” (5 donne lo sottolineo) e sono andata in questo mondo parallelo.

Ma quanta roba c’è: spazzola leva pelucchi con ricarica, grucce per bambini color arcobaleno, cornici, piumini, mestoli, porta vivande, sacchetti frigo con chiusura ermetica (solo per citare quello che abbiamo comprato).

Quanto è bello vedere che in 10 metri quadri si può avere una casa anche discretamente arredata?

Con il brivido e l’emozione di dover montare pezzo pezzo, bullone dopo bullone l’ arredamento del proprio nido d’amore, facendo riferimento ad istruzioni scritte in lingua “non pervenuta”, con un omino tutto baldanzoso che in 5 pagine ha montato da solo una cucina senza perdere nemmeno il più piccolo dei pezzi a disposizione?

Un po’ come il LEGO dei bambini, solo con qualche responsabilità in più e le urla della moglie come sottofondo.

Una menzione speciale voglio dedicarla alle candele.

Se siete andate all’Ikea e le avete comprate sapete già di cosa sto parlando.

Arrivati nel reparto candele appunto, si viene rapiti da un’esplosione di odori, profumi e colori.

La prima volta credo di averne comprate forse 300,  divise per colore, dimensione e forma, con la convinzione di dare un tocco in più alla mia dimora.

Una volta accesa, oltre all’atmosfera, più niente; quel profumo inebriante che nel negozio mi aveva conquistata in realtà era soltanto un’illusione profumata, ma pur sempre mera illusione.

Le candele IKEA a casa non profumano, ma in mancanza di luce (esperienza personale) funzionano.

Un’ultima cosa: se andate all’Ikea non potete non mangiare l’hot dog (riempiendolo di salse a vostra disposizione attraverso dispenser gratuiti) e la torta svedese, un concentrato di calorie.

Quindi domenica forza tutti all’Ikea, senza musi, mi raccomando mariti.

E prendete bene le misure, altrimenti poi a casa la credenza diventa una scarpiera.

PS: in foto, oltre al poggiamestolo, vi mostro una mini barberia ricreata all’interno del negozio (nello specchio io che cerco di fare una foto decente).

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2 Commenti on "L’Ikea"

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Monia
Ospite

Ikea ♥️ You

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