Paure del passato nel presente

Ho paura degli aghi, di andare a fare le analisi del sangue.

Sono per me un terrore vero e proprio, credo legato al ricordo di mio fratello.

Quando lui era piccolo venne un amico di mamma e papà a fargli le analisi del sangue. Erano in cucina, con la porta socchiusa ed io li guardavo dalla porta della sala da pranzo; vederlo lì con l’ago nel braccio mi ha fatto uno strano, brutto effetto, un senso di impotenza quasi.

Da allora io, gli aghi ed il sangue non andiamo molto d’accordo.

Da ragazzina, mentre andavo con la mia migliore amica in ospedale per il prelievo approfittando di una sua distrazione, sono scappata.

Ho un altro episodio, una sorta di perla rara, che mi vede protagonista.

Ero al liceo. La palestra della scuola aveva deciso di ospitare l’Avis ed io avevo deciso di farmi coraggio e donare il sangue.

La palestra era diventata una sorta di infermeria alla Candy Candy: sacchetti di sangue, aghi e lettini dappertutto.

“Mi dispiace, ma non puoi donare il sangue sei sottopeso”, mi disse un donatore Avis. (Non ci credo neanche io che un tempo non solo ero magra, ma addirittura sottopeso!!).

Nel frattempo sul lettino si sdraiò una mia amica; vedendomi lì mi disse:” Viviana vieni a tenermi la mano?Ho paura”.

Io tutta fiera dell’incarico andai da lei, pronta a sostenerla e soprattutto a farle coraggio.

Stava andando tutto benissimo, quando all’improvviso ho girato lo sguardo verso il sacchetto di sangue che pian piano si stava riempiendo e in un nanosecondo sono diventata bianca cadaverica.

L’attimo prima di svenire mi ricordo che la stavo trascinando con me e le stavo tirando l’ago attaccato al braccio.

Finale della storia: ho rimediato, oltre alla figura della babba davanti a tutti i presenti, un succo di frutta alla pera e una brioche.

Crescendo ho dovuto trovare la forza di superare, almeno per 5 minuti questa paura.

Durante la gravidanza di Terribile 1 e Terribile 2 ogni mese avevo un prelievo (come tutte le mamme del mondo per carità senza distinzione alcuna) e a scappare con il mio bel pancione non ce la potevo certo fare.

Adesso evito proprio l’argomento con il mio dottore.

Sono fuori allenamento per scappare tanto lontano.

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