I nonni… un amore speciale

Oggi è la festa dei nonni.

I miei nonni non ci sono più da tanti anni purtroppo, ma mi hanno accompagnato nell’infanzia e in parte della mia adolescenza.
I nonni materni si chiamavano Umberto e Maria.

Nonno somigliava tantissimo ad Alberto Sordi.

Ricordo che conservava in un cassetto della sala da pranzo le barrette Kinder e le caramelle e le dava a noi nipoti quando andavamo a trovarli.

Nonna soffriva di diabete e da sola si faceva l’insulina nelle gambe e nelle braccia.

Aveva un viso dolce, ma quando io e mio fratello la facevamo arrabbiare ci diceva “Andate da mamma che vi da u’tartegno”, che non era niente, era solo un modo per distrarci e allontanarci.

I nonni paterni li ho vissuti poco perché abitavano in un’altra città, ma di loro ho bellissimi ricordi comunque.

Nonno Luigi era schivo, simile nell’aspetto a Raimondo Vianello, e mi chiamava sempre Liliana invece di Viviana.

Nell’ultimo periodo non stava bene e si muoveva con la sedia a rotelle. Lo ricordo come fosse oggi seduto capotavola che mangia e si pulisce la bocca con il bordo della tovaglia.

Nonna Concetta, invece, era bravissima nelle “conserve”: olive verdi, pomodori secchi, melanzane, ciliegie sotto spirito, poi la sua pasta al forno unica, mai mangiata una pasta più buona e poi le zeppole con lo zucchero e con le alici.

Mi sembra di sentire ancora il profumo nella sua cucina o di vederla ancora impastare le zeppole per Natale o che prepara la “Pignolata” per mio fratello.

Purtroppo ricordo anche le sue urla al passaggio sotto casa sua del corteo funebre di mio fratello.

I miei genitori sono dei nonni speciali, anche se li avevo immaginati diversi in questo ruolo.

La lontananza, i pensieri, la salute altalenante non giocano a loro favore, ma i miei figli per loro stravedono e questo è quello che conta.

Tanti auguri nonni a voi qui con noi e a voi in cielo a pulire le nuvole…

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